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Agriturismo e centri storici rurali

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Architetto Leucino Cavuoto – Segretario regionale di LEGAMBIENTE
Riace oggi (e domani Cirimarco) costituiscono un elemento positivo della concertazione non sostenuta strumentalmente dal potere speculativo del territorio.
concertazione tra i piccoli comuni; servizi erogati congiuntamente; tutela del paesaggio; quale programmazione del territorio
Legambiente vuole partecipare al processo di sviluppo;
non si tratta di pareggiare il conto con la città e quindi non si tratta di trasportare pezzi di città nei centri rurali;
portare la richiesta di programmazione agli Assessori Regionali che spesso programmano il locale prendendo da esempi esterni;
Domenico Lucano – Sindaco di Riace
All’inizio a Riace non c’erano le stesse aspettative imprenditoriali di cui parlate oggi qui a Cirimarco;
la qualità dell’ambiente per gli spazi di vita, nel turismo;
anche a Riace gli interventi, ancora 10 anni addietro, erano rivolti soltanto verso il litorale; addirittura si verificava l’occupazione abusiva di spazi demaniali; tutto ciò indeboliva il Centro Storico, già colpito dall’emigrazione; da 3000 abitanti (anni ’60) con latifondismo e bracciantato;
si era persa la dimensione di comunità; lo sviluppo può non tenere conto della dimensione del territorio? Della sua qualità?
A Riace abbiamo costruito un
non un’azienda agrituristica, non un’attività imprenditoriale, un esigenza sociale fondata sul lavoro e non sull’assistenzialismo, con soli 54000 euro dalla Banca Etica; 120 posti letto recuperando le abitazioni: e recuperati anche i rapporti sociali tra vicini ed altre relazioni sociali interne dei villaggi rurali; È questo il TURISMO SOLIDALE: solo per l’organizzazione di tutte le attività del
ci sono quattro giovani impiegati regolarmente. 1999 – Esperienza Curdi (la nave dei 250 profughi curdi); il ritrovamento dei bronzi non è un merito speciale; piuttosto l’architettura, la campagna etc… del territorio; invece adesso l’opinione diffusa è quella di “Riace come comune dell’accoglienza” (dal 1999 assieme a Riace anche Badolato, Isola C.R.), tanto che pure i Rom sono accettati
I DATI DEL RECUPERO dell’ESISTENTE : case ospitalità diffusa 120 posti letto + case con 25 posti letto per rifugiati ; anche il recupero di un antico palazzo nobiliare – idea del recupero con l’architettura sostenibile con materiali compatibili, non assemblaggio di materiali strani, contro la desertificazione culturale –
Il circuito delle battaglie artigianali, (ceramica, tessitura, vetro, frantoio, museo etnografico, un ristorante, laboratorio bambole tradizionali, sia riacesi sia eritree e curde, elementi simbolici del mondo rurale, raccolta differenziata effettuata con asini), artigiani del luogo assieme agli stranieri, “Valorizzazione delle risorse sottovalutate” (previsti altri tre posti di lavoro) – gli apparati di potere invece sono funzionali a sistemi non etici.
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